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18.04.07Solidarieta per Mons. Bagnasco
Con partenza da Piazza S. Lorenzo in Genova Passa parola.. Per evitare lo spam se vuoi lasciare un commento devi effettuare il login.Sorry!01.03.07Avanti così
Avanti così: lo hanno detto i Ds, ribadendo che rispetto a Prodi non si torna indietro. Avanti così: lo hanno confermato i Verdi ed i neocomunisti, in tutte le diverse sfumature. Avanti così: una volta tanto anche noi ci troviamo d’accordo. Non certo – sia chiaro – per affinità politiche con la sinistra o per chi sa quali oscure e machiavelliche operazioni, così care al sottobosco politico. Avanti così: perché tutti i limiti e le contraddizioni dell’attuale coalizione di centrosinistra, che ha espresso e sorretto il governo Prodi, debbono ancora venire al pettine, debbono esplodere in tutta la loro evidenza. Quella della politica estera è infatti solo la classica punta d’iceberg, seppure clamorosa (da più di cento anni un governo italiano non entrava in crisi sulla politica estera). Insieme ad essa c’è la politica sociale (le pensioni), le grandi infrastrutture (Tav e non solo), il tema della famiglia (Dico e non dico), il tema del lavoro (Legge Biagi). Su ogni questione “di fondo” l’attuale maggioranza è divisa ed alternativa a se stessa. Su ogni problema l’Unione (di nome, ma non di fatto) è intimamente frammentata, a meno che non si voglia veramente considerare i dodici punti posti a base del Prodi 2 come una seria piattaforma programmatica e politica piuttosto che una generica dichiarazione di buoni propositi, diciamo una sorta di bignamino rispetto al macroprogramma presentato agli elettori appena undici mesi fa e già diventato carta straccia. Avanti cosi, allora ? Chi ha veramente a cuore le sorti del nostro Paese, in realtà dovrebbe augurarsi il contrario. La mentalità talebana e distruttiva rispetto a quanto realizzato dal centrodestra è già il segno dei rischi che la riproposizione dell’attuale maggioranza porta con sé. Pensiamo solo a temi quali l’immigrazione, la droga, la previdenza sociale, il mercato del lavoro, ovviamente la politica estera e verifichiamo quanto è stato realizzato in questi dieci mesi di governo Prodi. Scopriremmo al fondo una mentalità retriva e provinciale, che ha isolato il nostro Paese dal contesto internazionale e sta indebolendo la tenuta sociale (come dimostrano le proteste di cui è stato oggetto il governo dell’Unione: dai tassisti agli avvocati, dai pensionati ai farmacisti, dagli imprenditori agli operai). Avanti così…malgrado tutto. Poi tutte le contraddizioni e le responsabilità saranno chiare. Ma intanto occorre pazientare. Per ora non è la fine, ma certamente la fine dell’inizio. Mario Bozzi Sentieri Per evitare lo spam se vuoi lasciare un commento devi effettuare il login.Sorry!11.02.07Lo Strappo
Pollastrini santifica, Bindi combatte. La prima si crede titolata, per il ruolo che ricopre, a benedire con una legge dello Stato i rapporti affettivi di qualunque genere e si trasforma nel santo patrono del governo italiano; la seconda sventola combattiva la bandiera della parità dei diritti per tappare le bocche a chi afferma che il Consiglio dei ministri di giovedì ha dato il via libera al percorso che porterà ai matrimoni gay, con tanto di possibilità di adozione. Pollastrini benedice: voleva di più ma si accontenta di ciò che ha sfornato. Bindi combatte: le rimorde la coscienza ma è fiera del lavoro di limatura che l'ha tenuta impegnata in queste settimane, un piede in Vaticano ed uno sulla poltrona di governo per non far scappare né l'uno né l'altra. Diciamo la verità. Cosa è stato partorito? I DICO, diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi. Questo ci viene comunicato. Anzitutto, DI sta per diritti e CO per conviventi. Abbreviazione manchevole del senso di dovere che doveva essere un chiaro messaggio educativo per un governo che si appresta a tutelare le convivenze ma che vuole e deve mantenere saldo il rispetto verso coloro che scelgono la «strada stretta» del matrimonio. Già dallo slogan, dunque, potremmo dire che trattasi di una mossa politica che produce un sostanziale sbilanciamento del senso del diritto ed un profondo affievolimento del senso di responsabilità che dovrebbe essere tutelato, in primis e profondamente, dallo Stato. Non volendo questionare sui refusi di comunicazione del messaggio, fermiamoci a riflettere sull'obiettivo che si intende perseguire. «Vogliamo dare dignità, serenità e rispetto delle scelte affettive di tutte le coppie che scelgono la via della convivenza, soprattutto a coloro che non potranno mai scegliere la strada del matrimonio», afferma Pollastrini dalle poltrone di Porta a Porta. Ma c'è qualcosa che non torna. Se è vero che il Consiglio dei ministri, con il ddl in questione, ha voluto dare dignità agli etero conviventi e, soprattutto, agli omosessuali conviventi, come mai c'è chi, come Silvestri dei Verdi, afferma che «il Ddl assume forme di umiliazione»? Non era dignità quella che si voleva garantire? No. Anche la presidente nazionale di Arcilesbica, Francesca Polo, afferma che con questo Ddl «ingiustizia è fatta. Ci sentiamo offese una volta di più da una risposta che non restituisce il rispetto e il diritto a disporre di sé alle coppie omosessuali italiane, che rimangono spogliate di diritti concretissimi». Ma quale dignità? Insorgono pure i diretti beneficiari del provvedimento! Scartata, dunque, l'ipotesi del buonismo che Pollastrini e Bindi volevano appiccicare a questo ddl, cosa ne resta? «Si tratta solo di un pasticcio demagogico per coprire lo stato comatoso di una finta maggioranza. Non c'era bisogno di nessuna legge. I diritti ribaditi nei DICO sono già ampiamente tutelati dal codice civile» afferma Isabella Bertolini di Forza Italia. Eh già, e come darle torto? Anche la parte più «calda» della stessa maggioranza, Sgobio (Pdci) in testa, arriccia il naso, se lo tappa e si fa piacere la DICO-invenzione. Senza dubbio è una trovata che rompe il muro. Diciamo la verità. Non romperà mai il muro del pregiudizio, sentimento intimo e privato che nessuna legge mai potrà modificare. Rompe, invece, il muro del limite producendo un manifesto culturale di portata enorme. Quale limite ha la nostra società? Nessuno più. Fai ciò che vuoi, che se siete in tanti a farlo vi garantisco tutele legali. Ecco il muro che si rompe. Il buon senso, il dovere alla responsabilità laica, culturale della nostra civiltà. E se domani in forza di una qualunque simil-maggioranza d'opinione fosse così necessario rompere il muro della monogamia, rompere il muro dell'incesto, rompere il muro della paternità/maternità? Il governo che limite pone e sulla base di cosa pone limiti al proprio legiferare? Ecco la verità. Il governo pensa di costruire la società del futuro, a suo avviso ostacolata da muri culturali, spazzando via il senso naturale quanto culturale della società del passato, se così vogliamo maldestramente etichettarla. Un ddl anticamera di ogni abolizione futura che sintetizza ciò che in legge come nella società già c'era e costruisce pezzi importanti di ciò che in legge e nella società di domani ci sarà. Arcilesbica offesa nella dignità, comunità Glbt (gay, lesbiche, bisessuali e trans) umiliate. Un ddl che apre a nuove pressioni, a nuove richieste, senza alcun limite non alla decenza ma al rispetto dell'identità. E se domani chi chiede la poligamia sarà così ben vociante, beh, avremo un governo disposto a «dargli dignità». Chi paga il conto di queste aspirazioni pontificatorie della politica? Il conto va, salato, a chi ha sempre creduto che la democrazia debba essere rispetto e responsabilità in forza dei quali un refuso, anche grammaticale, sui doveri non può essere ammesso dalla società, del passato, di oggi e di domani. Nel pasticcio creato da questo governo, il Paese ha bisogno di trovare qualcuno che chiaramente dica fino dove e perché dobbiamo lottare. Letizia Bandoni Fonte: www.ragionpolitica.it Per evitare lo spam se vuoi lasciare un commento devi effettuare il login.Sorry!06.02.07Proposte concrete e di metodo
Prima cosa: credere in questa vittoria. Non per credo politico ma perchè abbiamo finalmente candidati seri, tosti e superpresentabili. Questo ci rende forti su chi sta presentando candidati o sciatti (di aspetto e di concetti), o legati a doppio filo al grande capitale oppure paranoidi senili. Secondo (o Primo a pari merito): studiare bene i nostri candidati e la loro esperienza da divulgare. Terzo: capire chi è l'elettorato da convincere. Non si convincerà mai un elettore di Sanguineti, per fortuna, ma certo si deve convincere chi dice "per me sono tutti uguali" (Genova ne è piena) perchè i curricula dei candidati, così come lo stato di Genova rispetto ad altre città, dimostrano che non sono affatto tutti uguali. Quarto: non avere paura di entrare nelle discussioni da bar. Anzi, meglio: iniziarle proprio. Io uso "Prodi sia con voi ma lontano da noi!" come incipit entrando nel bar con tono scherzoso. Si scatena quasi sempre una simpatica discussione con gli occasionali clienti da portare pian piano sui problemi della città. Per concluderla basta dire "Questa è Genova governata dalla sinistra da 60 anni. Per una volta potremmo anche provare a cambiare, non credi?". Quinto: instillare il dubbio nel momento giusto. Lamentarsi ad alta voce al semaforo in uno degli ingorghi senza senso creati dagli assurdi intrecci del piano Merella fa venire molti dubbi sulle capacità della sinistra di gestire la res publica. Sesto: non pensare di acquisire un voto spiegando la finanziaria. Non la capisce Bersani, non l'ha capita il Sole 24 ore, figurarsi la gente comune. Meglio diffondere il nome dei candidati e lo stato di disagio che, innegabilmente, c'è. Chi lavora al pubblico sa come la gente si faccia influenzare non dai contenuti (purtroppo) ma dalle convenzioni e dalle voci che sente in giro (e questo spiega perchè Genova è in mano alla sinistra dal dopoguerra!!!). Parlare, parlare, parlare. Senza vergogna. Settimo: raccogliere le lamentele della gente, formalizzarle ed inviarle al comitato elettorale appena sul sito sarà disponibile un basket utilizzabile a tal fine. Per il momento, condividere nella mailing list i problemi che si incontrano quotidianamente affrontando le carenze comunali/provinciali. In short terms: lavorare sulla gente per trasmettere entusiasmo. Marco Marchionni Per evitare lo spam se vuoi lasciare un commento devi effettuare il login.Sorry!04.02.07A proposito di terzo valico
Meno di due mesi fa, il governo annunciò che del terzo valico ferroviario dei Giovi si sarebbe riparlato solo fra qualche anno, per mancanza di fondi. E per far capire che faceva sul serio, deliberò di murare i fori pilota dei cantieri. Enrico Musso Per evitare lo spam se vuoi lasciare un commento devi effettuare il login.Sorry!03.02.07Musso: perchè sindaco con la Casa della Libertà?
Molti amici e conoscenti che votano a sinistra, nel confermarmi la loro stima, di cui li ringrazio, me lo hanno chiesto, stupendosi di una candidatura che, pur restando indipendente dai partiti, con tutta evidenza gode dell’appoggio decisivo della “Casa delle Libertà”. Evidentemente pensano che io dica o faccia “cose di sinistra”. Lascio giudicare a voi. Io ho in mente una città dove le strade, le piazze, i giardini, cioè gli spazi della vita pubblici, quelli della comunità, siano curati e puliti come le case dei cittadini, in modo che tutti si possano trovare bene, come a casa, nei luoghi dove si svolge la loro vita sociale. Dove i servizi pubblici siano migliori, e a costi accessibili a tutti. Dove siano aiutati i più deboli e gli anziani, e gli immigrati regolari siano trattati esattamente alle condizioni in cui sono trattati gli Italiani, né peggio, né meglio, perché credo nell’uguaglianza delle opportunità, principio fondante del liberalismo. Dove la criminalità sia combattuta senza negligenze, non per cattiveria ma per il dovere di tutelare le potenziali vittime, che sono in massima parte gli anziani e le persone più deboli. Dove chi si mette al servizio della città, il Sindaco, organizzi la macchina comunale nel modo più efficiente possibile, per contenere le tasse e i costi dei servizi, sia per motivare i dipendenti dell’Amministrazione, frustrati dal cattivo funzionamento almeno quanto le persone che sono chiamati a servire (“civil servant” si chiama in inglese il dipendente pubblico, come sono per altro anch’io all’università). Dove le imprese private siano aiutate, e non ostacolate, perché creano nuove opportunità di lavoro in una città dove trovare lavoro è difficilissimo. Queste sono cose che ho sempre detto, nei miei corsi, sui giornali, ovunque. Credo che siano principi di libertà dai vincoli e libertà dai bisogni. Sono di sinistra queste cose? Non lo so. Ma se sono di sinistra, perché la sinistra, da sempre al governo della città, non le ha fatte? E se sono di sinistra, perché quando ho detto ai partiti della “Casa della Libertà” che questa era la mia idea di città, hanno appoggiato la mia candidatura? “Non importa di che colore è il gatto. L’importante è che acchiappi il topo”. Lo ha detto Mao Zedong. Uno di sinistra. Credo. Enrico Musso Fonte: www.enricomusso.it Per evitare lo spam se vuoi lasciare un commento devi effettuare il login.Sorry!02.02.07Politica dei piccoli passi e pochi benefici alla collettività
Lo ha dichiarato il segretario generale dell’Ugl, Renata Polverini. Il Governo ha varato il pacchetto sulle liberalizzazioni, il secondo dopo la prima tornata dell’estate scorsa: parrucchieri, carburanti, tariffe della telefonia mobile, abolizione del Pra, più facilità per l’avvio delle imprese, prestiti sulla casa senza penali, facilitazioni per aprire le edicole, pagamenti elettronici per ticket e certificati alcune delle novità introdotte. Critica la posizione dell'Ugl che si aspettava una presa di posizione più decisa verso altri comparti. “Si doveva avere più coraggio, invertendo una tendenza già emersa in passato, e intaccare i grandi interessi che ancora dominano settori fondamentali, come ad esempio l’energia, che incidono concretamente nei bilanci di lavoratori e famiglie oltre ad impedire il rilancio della competitività italiana. Avere un parrucchiere in più - ha aggiunto - non cambia la vita ai lavoratori, una più aperta e leale concorrenza sui mercati energetici invece porterebbe qualche vantaggio economico in più alle famiglie e, ce ne rendiamo conto, qualcuno in meno ai potentati di questo Paese”. “Non ci stupiremmo se dopo le barricate dei tassisti, arrivasse l’ondata di protesta di parrucchieri ed edicolanti. I benzinai hanno già dichiarato guerra al Governo e la lodevole disponibilità al confronto del ministro Bersani è tardiva. Non si capisce perché la concertazione con questa maggioranza avvenga sempre dopo e non prima aver preso le decisioni e questo vale in maniera particolare per la scuola, inopportunamente inserita nel pacchetto liberalizzzazioni, e sulla quale – ha concluso Polverini - sarebbe stato quanto mai necessario un confronto preventivo. Questo continuo fare e disfare riforme non migliora il nostro sistema di istruzione, non c’è da sorprendersi se poi la scuola italiana in Europa viene sempre bocciata”. Per evitare lo spam se vuoi lasciare un commento devi effettuare il login.Sorry!30.01.07Liberizzazioni? A danno dei più deboli
“Con questa nuova ondata di deregolamentazioni, il governo Prodi, ancora una volta, ha dato la riprova di non riuscire a produrre niente altro che un riformismo debole rivolto contro le categorie più deboli. La nuova lista di Bersani, infatti, non intacca minimamente quelli che sono i veri monopoli e i poteri forti che ostruiscono l’economia italiana, ma mette in atto soltanto degli scoordinati interventi di deregulation che colpiscono le categorie di lavoratori più deboli”. E’ quanto dichiara l’On. Gianni Alemanno. “Sembra così ripetersi - prosegue Alemanno - lo scenario del primo decreto Bersani in cui, al di là di sbandierati annunci, non si riesce realmente ad incidere sulla struttura economica e sociale del paese, ma si indeboliscono solo le tutele di alcune categorie commerciali che, come a luglio si trovano oggi sul piede di guerra, senza che nessun consumatore e l’economia più in generale ne traggano beneficio.” “Le contraddizioni all’interno del governo Prodi – conclude l’esponente di An - non permettono ancora una volta di sviluppare un’agenda riformista più seria e corposa con il risultato di un rinvio sine die per la risoluzione dei veri grandi problemi dell’Italia, come l’energia, le telecomunicazioni e i monopoli municipali”. Azione Politica n° 51 Per evitare lo spam se vuoi lasciare un commento devi effettuare il login.Sorry!28.01.07All'altezza dei tempi
Mentre il centrosinistra mostra tutta la sua pericolosa inconsistenza, pericolosa perché pone a grave rischio la credibilità internazionale dell’Italia (vedi missioni all’estero) e mette a repentaglio il nostro futuro produttivo (vedi il provvedimento del governo Prodi che cancella le concessioni per l’alta velocità ferroviaria), il centrodestra appare animato da un fervore politico e programmatico di grande rilevanza. Non c’è solo l’opposizione all’attuale governo e la preparazione delle prossime elezioni amministrative. Al fondo c’è la consapevolezza che i mesi che ci separano dalla caduta del governo Prodi, sono fondamentali per rafforzare le basi politiche, sociali e programmatiche della alla Casa delle Libertà e per realizzare un nuovo soggetto politico in grado di ben governare la fase della crisi e la rivincita elettorale. Come ha giustamente sottolineato Fini, durante il recente convegno organizzato dalla “Fondazione Liberal”, il problema, oggi, non è individuare una nuova leadership nazionale, quanto piuttosto selezionare valori, idee e programmi, grazie a cui rendere più forte e credibile il progetto del centrodestra. E’ una strategia di lunga durata, a cui è necessario che tutto il centrodestra si senta impegnato, mostrando quella coesione e quella serietà d’intenti che non è in grado di realizzare il fronte opposto della sinistra. E’ dunque questione di metodo e di sostanza. Di metodo, nel senso che solo attraverso il confronto tra le diverse “anime” del centrodestra può essere sviluppata l’idea della federazione dei partiti della Casa delle Libertà. E di sostanza perché è dal confronto che debbono essere affinati gli indirizzi programmatici. Ed è questione che deve riguardare non solo i vertici dei singoli partiti ma le loro strutture periferiche, i loro quadri intermedi, gli iscritti, i simpatizzanti, gli elettori, tutti resi coscienti e partecipi della sfida in atto. Una sfida che non può riguardare solo gli assetti politici generali e le maggioranze parlamentari, quanto soprattutto la ragione profonda della battaglia politica in corso, le grandi questioni di valore e di contenuto che toccano la vita di ciascuno di noi, che rendono la politica una “faccenda” non da addetti ai lavori ma un impegno civile per tutti. Perché , alla fine, non è ininfluente che sulle scelte economiche e su quelle sociali (dalla scuola alla sanità, dai trasporti alle pensioni), sui grandi temi della famiglia e dell’etica (dalla difesa della vita al rapporto con le nuove scienze e all’uso della tecnologia) vinca uno schieramento piuttosto che l’altro, si imponga una certa idea della società piuttosto che quella contraria. Essere all’altezza delle sfide in atto significa dunque prendere coscienza dei nuovi impegni che questa fase di passaggio viene imponendo sul versante del centrodestra e sulle responsabilità di cui ognuno deve farsi carico, per evitare che queste scelte rimangano a livello di vertici e vengano percepite come pure e semplici lotte di potere piuttosto che come grandi occasioni di partecipazione, sulla via dell’auspicato rinnovamento nazionale. Mario Bozzi Sentieri Per evitare lo spam se vuoi lasciare un commento devi effettuare il login.Sorry!21.01.07Azione Giovani: Emergenza Gerontocrazia
Molto spesso ci lamentiamo dell'età avanzata dei nostri politici, auspicando il "cambio generazionale". Ma distogliendo per un attimo il nostro sguardo della politica e volgendolo alla società italiana nel suo insieme, potremo notare come la politica sia solo uno dei campi - e non sono pochi - in cui la Gerontocrazia è diventata "sistema". Fonte : www.azionegiovani.org Iscriviti al Blog Roll di "Conservatori della Tradizione" Per evitare lo spam se vuoi lasciare un commento devi effettuare il login.Sorry! |
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