Le Barricate

Le Barricate. Blog su : Società, Viaggi, Motociclismo

17.05.09

Mentana finisce alle previsioni del tempo!

Permalink - 23:33:14, Categorie: Cronaca e Società, Politica, Cultura, Società, Viaggi, Moto, Berlusconi, Sinistra, Attualità, Libri - [Ineffabile] Italian (IT)

Peccato sia finita così! Mentana, ottimo giornalista, per quel che mi riguarda, è finito in una trasmissione delle previsioni del tempo..
Ma niente paura! Si tratta della trasmissione di Fazio "Che tempo che fa" ;)
Alla fine, dopo essersi sfogato in vari modi, sia sui giornali, che attraverso suoi sostenitori, tramite il web, è andato a piazzare il suo libro nella trasmissione di Fabio Fazio.
Figuriamoci! Per Fazio e per la sinistra residua è tutto oro colato.
Viene solo da pensare che è davvero molto strano che l'Enrico, dopo non aver mai mancato occasione per ricordare a tutti, che il suo ex editore non aveva mai fatto alcuna pressione su di lui per quanto riguarda la linea editoriale, prima del Tg5, poi di Matrix da lui diretti, tutt'assieme si accorga che era "l'uomo giusto", ma nel posto sbagliato.
Tutto questo, ricordiamolo, viene fuori da quando, alla morte della povera Eluana, Mediaset non gli ha permesso di fare un'edizione straordinaria di Matrix in prima serata (la trasmissione era comunque già programmata per la seconda serata come sempre).
Vogliamo dire che quell'ennesima trasmissione, in prima serata, non ci è mancata, visto che poi l'avremmo potuta seguire nella solita ora, se ne avessimo sentito ancora l'esigenza, considerato che le tv, quasi tutte, erano già sulla notizia, come affamati avvoltoi?
.. Così, il buon Enrico - lamentandosi, tardivamente dell'ambiente ostile (sic!) respirato in Mediaset - va ospite in un'altra tv della rete pubblica, famosissima per non essere parziale, al contrario della famigerata Mediaset, e su Rai3, da Fazio, conduttore imparziale ad oltranza, piange..
.. Che non avessimo a che fare (?) con un nuovo caso Montanelli?
No! Rassicuriamoci! No!

Le Barricate

Per poter commentare questo post occorre effettuare il login

31.01.08

Rovesciare il '68 di Veneziani

Permalink - 02:02:56, Categorie: Cronaca e Società, Cultura, Destra, Libri, Sarkò Adventure - [Ineffabile] Italian (IT)

L'ultimo libro di Marcello Veneziani si intitola "Rovesciare il '68".
Nella breve rubrica sui libri, del Tg5 della notte, Marcello Veneziani ha presentato il suo ultimo libro. Mi trovo spesso d'accordo con le tesi di questo scrittore. L'ultimo libro dell'Autore che mi era capitato sottomano "Contro i barbari" mi aveva trovato perfettamente d'accordo.
Così, da quel poco che si possa capire da una breve rubrica di presentazione di libri, anche quest'ultima fatica di Veneziani mi convince. D'altra parte lo stesso Sarkozy, nella sua campagna elettorale per le presidenziali francesi non si fece scrupolo di gettare a mare il '68 francese.
In pratica gli ultimi quarant'anni, dal '68 ai nostri giorni, hanno portato una rivoluzione nei costumi che pare essere stata più deleteria che proficua per la società. Insomma la società è più conformista che mai e, aggiungo io, conformista verso il basso.
Continua Veneziani che oggi, la vera rivoluzione sta nella tradizione.
Siccome questo concetto fa parte di me da decine d'anni, prima, negli anni settanta, come un semplice senso di disagio, poi dai primissimi anni ottanta come mia precisa, orgogliosa scelta di vita, non posso che apprezzare questo Autore che nel tempo non fa che dare ragione alle mie intuizioni. Anche se solo dopo trent'anni.

Saluti

Le Barricate

Iscriviti al Blogroll dei CONSERVATORI DELLA TRADIZIONE

Per poter commentare questo post occorre effettuare il login

12.01.08

Sarkozy, Cecilia, Bruni. Un trio di successo.

Permalink - 02:14:16, Categorie: Cronaca e Società, Politica Estera, Attualità, Libri, Sarkò Adventure - [Ineffabile] Italian (IT)

Continua la sovraesposizione del trio Sarkozy, Cecilia, Bruni.
Come se non bastasse, oltre a quello che già si è detto sul trio che riempie le pagine dei giornali e delle riviste di cronaca rosa, è arrivato anche il libro. Un libro scritto da un'amica giornalista di Cecilia, l'ex moglie del presidente francese.
Parrebbe che la stessa, pentita di aver detto molte cose cattive sul conto del suo ex marito, abbia cercato di bloccarne l'uscita, non riuscendoci.
Nel frattempo la Carla Bruni, rientrata dalla vacanza in Egitto col suo promesso sposo, vacanza che è stata seguita passo passo dai fotografi di tutto il mondo, ha fatto uscire il video della sua ultima fatica canora. Strane combinazioni temporali..
Ormai il trio è gettonatissimo, appunto, dai lettori di giornali scandalistici. Parrebbe che la popolarità presso il pubblico dei lettori di quel tipo di giornali stia addirittura per superare quella di lady Diana, di Carolina e Stephanie di Monaco, di Carlo d'Inghilterra e i suoi precoci rampolli. C'è da esserne orgogliosi.
Ma siccome io e moltissimi altri come me non leggiamo i giornali scandalistici, nè quelli che si occupano di cronaca rosa, gradiremmo non ascoltare queste notizie nemmeno nei telegiornali.

Chiediamo troppo?

Saluti

Le Barricate

Per poter commentare questo post occorre effettuare il login

29.12.07

Fuori da un evidente Faletti

Permalink - 15:30:05, Categorie: Sport e Spettacolo, Cultura, Attualità, Libri - [Ineffabile] Italian (IT)

Non è la prima volta che scrivo qualcosa sul "fenomeno Faletti".
In effetti mi aveva incuriosito la critica unanimemente favorevole dei media e di quasi tutti gli addetti ai lavori. Insomma mi aveva colpito l'entusiasmo di Augias ed altri che parlavano di Faletti come di un grande scrittore se non del più grande scrittore italiano vivente.
Mi chiedevo perchè mai un comico, anche se con spiccate attitudini all'arte dell'espressione drammatica, come dimostrato in varie occasioni:

- una bella canzone scritta per un festival di Sanremo (e cantata sempre da lui, da cani).
- canzoni scritte per Milva, l'assurdamente rossa pantera di Goro assurta al ruolo permanente di interprete brechtiana per eccellenza, dopo aver calcato le scene delle balere dell'Emilia a suon di "mare nel cassetto".

potesse diventare un così grande scrittore da un giorno all'altro, dal primo libro.
L'argomento mi interessa perchè è termometro della mentalità dominante in questi nostri tempi.
Non ho niente contro Faletti, anzi, in un certo senso lo ammiro per l'intraprendenza e per l'impegno profuso nelle sue attività.
Quello che mi fa specie però è la leggerezza e la superficialità della società e di conseguenza della cultura che questa esprime.
D'altronde sto parlando di una società che investe parecchio per fare diventare un divo dei reality Azouz. Spacciatore o ex spacciatore di droga e chissà cos'altro ancora e per questo rinchiuso anche in galera. Una società che bolla come reato ripugnante lo spaccio della droga, ma non si vergogna di rimangiarsi quel giudizio se chi lo ha commesso è un giovane immigrato con il volto fotogenico, pare.
Naturalmente non sto accomunando il bravo Faletti a uno spacciatore di droga, almeno, io no!
Soltanto per fare capire come la nostra società sia ingenua, superficiale, pressapochista, lassista, in tutte le sue espressioni.
Dallo spettacolo, all'arte, alla giustizia, alla politica. Niente si salva.
Del primo libro 'Io uccido' avevo già parlato mettendo in evidenza i limiti di Faletti come scrittore e tanto meno come grande scrittore. Il secondo l'ho saltato, pur avendolo letto sempre per l'interesse al fenomeno.
Nell'ultimo libro 'Fuori da un evidente destino', il terzo della serie, il nostro mostra evidenti segni di cedimento. La storia - nonostante la pretenziosità, lo sfoggio di nomi di luoghi dei quali si vuol fare credere la completa conoscenza, anche a livello di costumi e di retrocultura - è dilatata come un impasto di farina tirato al mattarello e cede in molti punti. E' migliorata la costruzione dei periodi, ma rimane il grande difetto di fare pensare tutti i suoi personaggi protagonisti in grande o comunque tutti nello stesso modo. Ovvero non ha la capacità o la volontà di fare, quello che deve fare qualsiasi autore che si rispetti. Che sia autore di libri, di commedie o di piece teatrali: dare ad ogni personaggio la sua propria caratteristica. Ovvero ci riesce fino ad un certo punto, ad esempio nella descrizione fisica e caratteriale. Poi la sensazione è che tutti pensino con i suoi stereotipi e le sue similitudini, sempre, questi, esagerati, sia gli uni che le altre.
Deve averlo colpito la lettura di qualche buon autore che crea parecchie situazioni sia di tempo che di luoghi. Infatti lo fa sempre anche lui, dimostrando una buona fantasia. Ma è sempre necessario saltare di palo in frasca? E provare a scrivere una storia seguendo sempre lo stesso filo? No?
In questo libro, come negli altri, si dilunga in descrizioni di situazioni e paesaggi che a me pare servano soltanto per creare un libro voluminoso. Spesso queste descrizioni, come ho già detto anche per il primo libro, su di me sortiscono l'effetto contrario a quello evidentemente cercato dall'autore, ovvero distraggono dalla storia perchè a mio avviso sono comunque descrizioni forzate e non naturali. Insomma fanno sì che continuando a leggerle scemi l'interesse e si smorzi contemporaneamente la "tensione" della storia.
La storia come sempre appartiene al mondo della fantasia, come le altre, non ha niente di reale e neppure di realistico, a parte, come dicevo, i luoghi in cui queste si svolgono.

Conosco una persona molto presuntuosa e molto ignorante che si vanta di scrivere delle cose geniali. Questa persona coniuga il verbo DARE al congiuntivo imperfetto dicendo e scrivendo: se io dassi. Invece che: se io dessi. Ma questo è solo un piccolo esempio del vasto campionario di spropositi che questa persona consuma giornalmente.
Un giorno mi ha fatto leggere un suo scritto che pensava fosse un altro dei suoi pezzi geniali.
A parte le esagerazioni e i grossi voli di fantasia elementare scritti esclusivamente per stupire, non ci trovai nient'altro. E glielo dissi. Naturalmente ci rimase male e mi disse che per lui i grandi nelle arti sono coloro che riescono a stupire. Mi portò come esempio i quadri di Picasso.
Gli risposi semplicemente che per essere in grado di poter stupire il pubblico - ammesso che ci si riesca - prima, come Picasso stesso, si devono sapere fare più che bene le cose semplici e comuni. Altrimenti quelli che lui considera suoi capolavori sono semplicemente delle cose senza nessuno spessore.
Sono sempre stato di questo parere: è molto più difficile scrivere una cosa tanto bene da farla apparire semplice, comune e scorrevole, che scrivere delle cose esagerate e pretenziose. Queste ultime spesso non hanno parametri, nè criteri di valutazione e altrettanto spesso sono frutto del vuoto o dell'ignoranza o al massimo di una documentazione approssimativa e superficiale.

Saluti

Le Barricate

Per poter commentare questo post occorre effettuare il login

09.04.07

Io uccido Faletti scrittore

Permalink - 23:45:01, Categorie: Sport e Spettacolo, Cultura, Attualità, Libri - [Ineffabile] Italian (IT)

Faletti scrittore non si può certo dire che sia una delusione. Non lo si può dire proprio perchè da lui non è che ci si aspettasse chissà che cosa nel campo letterario.
Sappiamo che è un buon comico, per chi piace il genere. Sappiamo che ha scritto una bella canzone per un Sanremo di qualche anno fa, e fin qui ci può stare..


Abbiamo sentito dire che ha scritto una canzone per Milva per il festival di quest'anno, e abbiamo sentito dire che la cantante brechtiana dai capelli sempre più rossi lo giudica un grandissimo autore di testi.. qui la cosa comincia a puzzare..
Lo abbiamo visto e ascoltato (?) nelle trasmissioni televisive culturali, comprese le trasmissioni di Augias, chiamato come grande scrittore, se non addirittura come il più grande scrittore italiano e per parlare di grandi delitti irrisolti, insieme a tutti gli psicologi e criminologi e la Palombelli che fanno il giro delle sette chiese ogni volta che qualcuno muore ammazzato..
.. E qui, sinceramente, non ci siamo più.
Non si diventa grandi scrittori da un giorno all'altro. Grandi scrittori lo si è o non lo si è. Lo si può essere anche senza aver mai scritto un libro prima, certo, ma non è detto che chi improvvisamente si mette a scrivere perchè crede di avere la potenzialità per diventare un grande scrittore, lo diventi. Molti credono di essere dei bravi cantanti e sono stonati senza rendersene conto, molti credono di essere dei bravi attori e sono dei cani. Così puoi credere di avere la potenzialità per essere un bravo scrittore è invece non lo sei. Punto.
Mi meravigliavo, però, di tutti i complimenti, secondo me immeritati, che gli venivano fatti.
Poi un giorno ho sentito una critica (un critico donna) dire un po' le cose su Faletti scrittore che pensavo io senza averlo ancora letto, in particolare si era soffermata su una frase che voleva essere d'effetto che però non significava niente in qualsiasi modo questa la si rigirasse.
Quindi ho letto Io uccido.
A scanso di equivoci premetto che io mi sento tutto fuorchè un grande scrittore o un grande giornalista.
Tuttalpiù mi sento un modesto Blogger, a volte becero pure.
Quindi la critica che faccio a Faletti scrittore è solo una critica che faccio da modesto lettore di qualche libro.. neanche tanti, confesso.
Io uccido dovrebbe essere un giallo è lo è, ma giuro che ho letto dei Gialli Mondadori molto più belli.
Insomma il fatto è che Faletti sembra un bravo scrittore, in realtà imita i bravi scrittori.. un po' come Panariello quando imita Renato Zero, certo è bravissimo Panariello nell'imitazione del bravissimo cantautore, ma rimane un bravo comico e basta. Non ha nè il vissuto, nè l'arte di Zero.
Il racconto è molto pretenzioso nella costruzione, ma è come vedere qualcosa che da lontano sembra identica ad una Mercedes e avvicinandoti capisci che è, sì, la carrozzeria di una Mercedes, ma appoggiata alla bell'e meglio sulla struttura di una Panda.
Così Io uccido ha la pretenziosità e il rivestimento di un buon romanzo giallo, ma poggia su basi molto modeste.
Innanzi tutto i periodi sono molto spezzettati da punti, anzichè dalle normali virgole. Non sempre questo è un pregio, soprattutto quando le varie frasi, spezzettate dai punti, fanno parte di un unico periodo.
A volte Faletti usa termini sbagliati, inappropriati. Ripete spesso delle espressioni che evidentemente a lui piacciono e pensa che colpiscano i lettori anche se ripetute più volte, es: In quel momento Tizio, preso dai suoi pensieri, stava guardando la gente nella strada senza vederla (frase ricostruita sommariamente a memoria). Usa spesso la negazione dell'affermazione appena scritta, cosa che in un romanzo può fare effetto una volta, ma non dieci o venti volte.
Addirittura, e qui mi meraviglio dei correttori di bozze della casa editrice, inizia la descrizione particolareggiata di una situazione in cui l'investigatore Frank è impiedi in mezzo alla stanza appena dopo che se n'è uscito l'ambasciatore USA (o qualcosa di simile), per continuare dicendo che Frank si alza dalla sedia...
Descrive nei minimi particolari qualsiasi situazione anche insignificante, cercando di dare sempre un tocco in più, ma molti particolari che descrive nelle situazioni sono completamente inutili e decisamente in più, perchè non aggiungono niente all'eventuale piacere della lettura, anzi, spesso tolgono qualcosa.
Faletti è senza dubbio una persona intelligente e anche un bravo artista nel suo genere, per chi piace il genere.
Ha composto, ripeto, una bella canzone per un Sanremo di anni fa, cantandola però da cani, per carità, non si può fare tutto benissimo.
Forse potrà anche essere un bravo autore di canzoni per la pantera di Goro.
Ma non parliamo di Faletti come grande scrittore, lo dico ancora, ho letto dei semplici gialli Mondadori molto più ben scritti.. almeno scritti con più anima.

Aggiornamento del 02/05/2007 ore 20.20:

Ho finito il libro. Confermo tutto quello che ho scritto per quanto riguarda la prima parte, meglio, un terzo del libro. Continuando migliora lo stile e assomiglia di più a un bravo scrittore. abbandona, anche se non completamente, certi suoi modi di dire che a lungo andare diventano inopportuni. Indubbiamente l'impegno che ha messo nel realizzare il libro è lodevole.
Manca ancora un po' di anima, mentre c'è ancora troppa voglia di sembrare, troppo precocemente, uno scrittore completo.
Leggerò gli altri libri, potrebbe, nel frattempo, essere ancora muiliorato, considerato il netto miglioramento tra la prima parte di Io uccido e il resto del romanzo giallo.

Le Barricate

Per poter commentare questo post occorre effettuare il login

31.10.06

Contro i barbari

Permalink - 00:01:01, Categorie: Cronaca e Società, Politica, Cultura, Libri - [Ineffabile] Italian (IT)

"Contro i barbari" è il titolo del nuovo libro di Marcello Veneziani.
E' un pamphlet di 168 pagine edito dalla Mondadori.
Non l'ho ancora letto, ma da una presentazione che ne ha fatto si capisce come i barbari per Veneziani siano coloro che vengono da fuori, ma anche i nemici che abbiamo in casa...

=> Continua!

Per poter commentare questo post occorre effettuare il login

Unisciti al blogroll
dei Conservatori

Le Barricate

Scaricate le Canzoni per Uomini Liberi

<  Novembre 2009  >
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30

Cerca

Syndicate questo blog

What is RSS?

powered by
B2evolution

Valid XHTML || Valid CSS || Valid RSS || Valid Atom
//evoskin by: gigantus | based on css stylesheet by : Louis Clotman | based on stockholm skin by : Louis Clotman\\