Dopo essere andato in piazza San Pietro per i funerali di Giovanni Paolo II, non potevo esimermi di andare, oggi, in piazza della Vittoria, nella mia città, per vedere Papa Benedetto XVI.
Alla Sua veneranda età, il Papa, ha passato due giorni intensissimi in Liguria. Ieri a Savona, oggi a Genova.
Il tempo sia ieri che questa mattina non è stato dei migliori e ha provocato dei cambi di programma alle visite di Benedetto. Infatti per raggiungere il bellissimo Santuario della Madonna della Guardia non è potuto andare in elicottero, nonostante i tentativi.
E' stato accolto dal sindaco Marta Vincenzi e da tutti i prelati e le autorità delle migliori occasioni. La visita del Papa è sempre la visita di un Papa.
Ma questo è l'aspetto che m'importa di meno, sinceramente.
L'aspetto che più mi ha colpito, ma non avevo il minimo dubbio anche per l'esperienza che mi ero fatto andando a Roma per il funerale di Giovanni Paolo II, è la quantita di bella gente che si raccoglie nelle piazze in queste belle occasioni.
Nel pomeriggio dopo un po' di pioggia nelle prime ore il cielo si è schiarito ed è spuntato anche un bel sole caldo. In piazza della Vittoria chi, come me, aveva indossato un giaccone da pioggia, anche se leggero, sudava. Infatti me lo sono tolto.
E' arrivato puntualissimo alle 16.30 con la papamobile e pur non essendo in un settore tra i più vicini al palco, sono riuscito a vederlo bene in quanto per raggiungere la zona del palco la papamobile mi è passata molto vicino. Tanto vicino che ho anche potuto scattare un bellissima foto, che però non ho ricordato di salvare.. Telefonino nuovo!
la gente, bella, composta, giovani, anziani, famigliole, gruppi di amici. Belli! Tutti!
Quanta differenza dalla gente che occupa le piazze per manifestare per l'aborto o per i presunti diritti di coloro che praticano la sodomia, attiva o passiva...
Ho assistito a un brutto momento di televisione. Tornano le Invasioni Barbariche della Bignardi e torna la sfacciata militanza politica da parte della conduttrice. Mi ero già occupato del soggetto quando in piena campagna elettorale delle elezioni politiche del 2006, la tipa aveva invitato alla sua trasmissione quello stesso Della Valle che aveva appena subito la sfurriata di Berlusconi nel corso dell'assemblea della Confindustria. A Della Valle non era parso neanche vero avere a disposizione tutta una bella intervista da parte della "barbara invadente" per potere dire peste e corna di chi lo aveva un po' strapazzato e non si fece pregare a prendersi la rivincita. In questo molto bene imbeccato dall'antipatica Daria. Insomma il succo era che non si doveva votare per Berlusconi, ma per Prodi. Tutto questo in piena campagna elettorale, in piena par condicio, a dispetto anche solo della semplice buona creanza.
Questa sera la Nostra si è superata. Ha invitato Giuliano Ferrara alla ripresa della sua trasmissione e, sentite sentite, non gli ha posto delle domande, ma ha instaurato un dibattito nel quale non è riuscita a controllare il livore che aveva nei confronti del suo ospite a causa della campagna che questi sta facendo, non contro la legge sull'aborto, ma sull'educazione all'aborto.
Il massimo l'ha toccato quando Ferrara le ha chiesto se si fosse mai posta la domanda se, ad esempio, la maggior parte delle donne immigrate abortiscano soltanto perchè non hanno mezzi per portare avanti la gravidanza e poi i figli, e quindi non sarebbe molto, ma molto meglio, aiutarle a portare avanti la gravidanza e poi a crescere i figli.
La tipa - sventolando in cuor suo una gigantesca bandiera femminista, ma femminista del tipo ormai passato di moda anche a sinistra - bella bella risponde che le donne immigrate abortiscono perchè pensano alla carriera, perchè si vogliono realizzare in pieno nella società del mondo d'oggi e perchè si vogliono realizzare come donne. Sic!
In pratica, il profondo pensiero della Bignardi si può tradurre in due parole: per essere una donna vera e completamente realizzata bisogna eliminare gli intralci. E le gravidanze che impone loro madre natura sono intralci.. insieme alle vite che si portano dentro.
Giuliano Ferrara, da uomo intelligente quale è, ha preso al balzo le manifestazioni di entusiasmo da parte dei media per la moratoria sulla pena di morte, per evidenziare le contraddizioni della nostra cultura.
Infatti tutti coloro che gioiscono per il traguardo di civiltà raggiunto con la moratoria sulla pena di morte, parrebbero dimenticare o rimuovere dalla loro coscienza le condanne a morte che ogni giorno vengono perpetrate nei confronti di creature che vivono nel grembo della loro genitrice.
Un po' come dire: "Nessuno tocchi Caino, ma nessun riguardo per Abele, meglio ancora se Abele è ancora troppo piccolo per potersi difendere".
Infatti quando Abele è ancora nella pancia della madre e nessuno lo sente chiedere aiuto, lo si può sopprimere senza nessun senso di colpa. Addirittura si può fare diventare una pratica legale, la soppressione della creatura.
Infatti nessuno ha sentito la creatura invocare aiuto e rilasciare interviste alla CNN per chiedere clemenza. Nessuno ha sentito gridare SONO INNOCENTE!
Nessuno è sceso in piazza a manifestare contro la pena di morte degli innocenti. Nemmeno chi si mobilita giustamente contro l'orribile caccia alle foche, alle balene, ai passerotti..
Eppure una vita portata in grembo, non ha almeno la stessa dignità della vita di un passerotto?