Dopo il Monte Ararat in moto( http://genteinmoto.forumup.it/about265-genteinmoto.html )un po' di meritato relax nella Foresta Nera, ma in auto..
Lunedì all'alba si parte con la moglie per il lago Titisee per una settimana di completo o quasi, meritato, relax.
Solo qualche visita nei dintorni, Friburgo compreso, per il resto passeggiate, bagni nel lago, pranzetti, dolci..
.. Il riposo del motoviaggiatore..
Appena ritornerò vi racconterò tutto! ![]()
02/08/09:
REPORT:
Allora! Eccomi di ritorno.
La vacanza è stata molto bella e riposante anche se abbiamo girellato qui e là.
Ma il paese che abbiamo scelto come base d'appoggio, Lenzkirch, è situato in una posizione strategica. In pratica a circa 10 km dal paese si può andare dappertutto.
Infatti siamo stati a visitare il lago Titisee, bellissimo, vietato ai bagnanti e alle barche a motore. Un vero pezzo di natura incontaminata sul quale abbiamo fatto un giro in battello elettrico e poi abbiamo percorso la circonferenza piena di spiaggette e campeggi da favola. Il tutto in mezzo alla foresta, naturalmente.
Poi abbiamo fatto la stessa cosa col lago Schluchsee, più grande del Titisee e anche meno frequentato dai turisti, nel quale abbiamo fatto dei bei bagnetti e preso delle belle ore di sole in una spiaggetta con pochissima gente, perlopiù clienti di un Hotel dall'altra parte della strada e campeggiatori nautici con le loro piccole barchette attrezzate. Un vero paradiso per le vacanze riposanti.
Abbiamo passato una bellissima giornata al monte Feldberg, il monte più alto della Foresta Nera, in mezzo a panorami mozzafiato e percorsi incantevoli anche se a volte un po' faticosi, ma ne vale la pena. Lì abbiamo anche pranzato in un rifugio in una bellissima posizione che dava su una parte della vallata.
Poi naturalmente abbiamo visitato Freiburg a una quarantina di km. Bella città che vale proprio la pena di visitare. E lì non abbiamo resistito alla tentazione - nel pomeriggio, dopo alcune ore dal pranzo in ristorante - di mangiare un bell'hot dog pieno di senape che inevitabilmente ti cola sulle mani, comprato ad una bancarella sulla piazza principale, stando seduti sul bordo di una fontana utilizzata dai turisti proprio per la bisogna.
Alla fine, l'ultimo giorno, ci siamo fatti un bel giretto su un treno d'altri tempi, in mezzo a un percorso sempre nella foresta nera, Partendo dal paese di Blumberg. Vale anche la pena di visitare il piccollo museo che si trova alla stazione di partenza.
Penso che sia il primo pezzo di Foresta Nera che abbiamo visitato di una lunga serie di altre zone della foresta che visiteremo.
Dimenticavo di dire che non ho mai visto tanti motociclisti come in Germania. Spesso ne incontri per tutte le strade, da soli, in coppia o in gruppi, con ogni tempo e con ogni tipo di moto, Col sidecar o a tre ruote. Sempre (o quasi) ben attrezzati con le loro tute tecniche. Sono uno spettacolo!
Ogni volta che ne vedevo uno dicevo: " Grande guerriero solitario.. vai in groppa al tuo cavallo d'acciaio attraverso terre sconosciute.. Vai!"
Ormai anche mia moglie aveva imparato la filastrocca e ultimamente la diceva lei per prendermi in giro..
REPORT FOTOGRAFICO NEL FORUM D'ORIGINE
Ragazzi, se vi capita andate anche voi! Ne vale veramente la pena.
Saluti
All'Ararat in moto: Report, Quinta parte:
Turista a Istanbul e rientro in Italia:
Naturalmente dopo essere arrivato ad Istanbul in nottata ed essermi messo a letto verso le 4:00 di mattina, non mi sogno neppure di farmi svegliare per la colazione, ma dormo fino a tardi.
Arrivando in Hotel, la notte, avevo chiesto alla reception se potevano consigliarmi un Tour di Istanbul per vedere i posti più interessanti. Naturalmente il Tour era previsto e l'ho prenotato subito.
Infatti scendo nella Hall e chiedo del Tour delle 13:00, mi fanno accomodare dicendomi che il pulmino che viene a prendere i partecipanti passerà a minuti. Arriva, salgo e lo stesso mi porta fino al luogo in cui tutti i turisti salgono nel pullman che farà il giro di alcuni punti interessanti della città.
Continua report e foto qui
Report: 4° Parte: Rientro ad Istanbul
Ancora 25 Giugno
Ore 08:35
Inizia il ritorno verso Istanbul, la cui visita avevo rimandato giusto per il ritorno.
Tant'è il richiamo di quella grande montagna è sempre forte.
.. E continuo a fotografarla fino a quando è possibile..
.. Ma inesorabilmente si riprende la marcia.
Devo raggiungere Istanbul in due giorni per potermici fermare e visitarla per quanto possibile. Questi sono i conti che avevo fatto a tavolino! E un grande viaggio si può compiere solo se si rispetta il programma, per quanto teorico, duro e impossibile questo possa essere..
Quindi il mio obbiettivo per oggi è di superare le città di Erzurum e di Erzincan e avvicinarmi di nuovo a Sivas, alla quale non dovrò arrivare per deviare direttamente sulle strade per Istanbul.
Continua report e foto qui
25 Giugno 2009
Ore 5:55. Partenza da Agri verso il monte Ararat a circa 120 km.
Dopo aver passato la notte in quell'Hotel non avevo nessuna voglia di lasciarci anche i miei bisogni fisiologici. Infatti tiro fuori la moto dalla cantina, la carico e parto, sapendo che nel tragitto, in quei lunghi stradoni solitari che passano in mezzo a quelle meravigliose colline, avrei senz'altro trovato un posto tranquillo, dietro qualche roccia un po' all'interno.
Lo trovo, posteggio ai margini della strada, prendo l'occorrente da uno dei bauletti della moto e inizio a salire: la meta, questa volta è una bella roccia che mi nasconderà alla vista di chiunque..
Non faccio a tempo a fare 10/20 metri, che una camionetta militare si affianca alla mia moto e un militare mi urla energicamente qualcosa. Là i militari urlano sempre.. a me!
Non mi scompongo, alzo il braccio che teneva in mano il necessair per la bisogna (un grande rotolo di carta bianca e una bottiglietta di minerale) e quelli si chetano e se ne vanno..
Adesso la pace è assoluta, posso farla in santa pace. Cerco di andare dietro la roccia, ma metto un piede in una melma che mi fa sprofondare.. Cerco di pulire la suola dello stivaletto su delle pietre e poi salgo su un pietrone per posizionarmi.
Un attimo, scivolo a causa della suola ancora pregna di melma, dò una forte schienata nella pietraia più in basso e, come se non bastasse, picchio anche il piede contro qualcosa..
Rimango steso a gambe in su in una posizione scomodissima e indolenzitissimo, alla schiena e alla caviglia del piede destro..
Dopo qualche buon minuto tento di rialzarmi, ma l'impresa è molto difficoltosa. Li per lì non posso muovere la caviglia..
Che faccio?
Già finito il viaggio? Devo attendere che quei militari ripassino e vedano ancora la moto lì, per sperare in un soccorso?
Mi alzo, a fatica espleto il mio bisogno iniziale.
Mi riavvio verso la moto, sono zoppo e dolorante alla schiena. Salgo in moto, l'avvio e provo ad andare.. Il piede senza il peso del corpo sopra non fa eccessivamente male..
Proseguo per l'Ararat!
Fino ad ora vi ho accennato solo brevemente ai paesaggi che ti si presentano lungo la strada.
Già da quando ero entrato in Turchia ho notato un cielo diverso. Un cielo che fa fantasticare su qualche dio, che sia questo, un dio islamico, ebraico o che altro..
Man mano che si procede verso oriente la sensazione aumenta in modo esponenziale. I cumuli di nuvole paiono dimore per esseri soprannaturali. La terra profuma in un modo strano.. un misto indefinito di terra, gas e qualche spezia sconosciuta. Il profumo è molto forte, quasi narcotizzante..
Mi rendo conto che solo in terre come questa poteva nascere l'idea del dio.
In quel punto ormai, oltre l'orizzonte della strada si vedrà l'Asia..
Continuo la mia strada e dopo una cinquantina di km lo intravedo..
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SECONDA PARTE
Quinta tappa di trasferimento
24 Giugno 2009
Saluti islamici: Salam, Salam, con la mano sinistra appoggiata due volte sul petto e un leggero inchino.
..E saluti europei: baci e abbracci con i gestori del Restaurant che mi hanno ospitato per la notte e loro amici..
Partenza da quel locale a km 100 da Sivas ore 6:45.
So che in giornata devo superare le città di Erzincan ed Erzurum e poi forse arrivare alla meta..
Nei miei progetti di viaggio con le cartine (che non coprono tutta la Turchia, ma solo quella che viene considerata europea, quindi fino a poco più in là di Istanbul) e quindi col software del Gps, da casa, anche se non avevo avuto il coraggio di confessarmi che sarei voluto arrivare al monte Ararat, perchè non credevo di averne nè la capacità, nè la resistenza, queste due città erano già una meta agognata ed importante perchè una volta superate quelle, la meta non sarebbe stata più irraggiungibile.
Proseguo la marcia imperterrito con la mia robusta Honda (da oggi: Macinator)...
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Prima tappa di trasferimento:
Sabato 20 Giugno 2009
Partenza da Genova ore 6:05
Il report con foto continua qui
Motoman, classe 1950.
Moto Honda Deauville nt 700
MISSIONE COMPIUTA
Rispettato progetto fino all'ultimo con qualche piccola sostanziale modifica che mi ha portato alla meta più agognata: il monte Ararat!
Ieri, ultimo giorno, è stato il giorno più duro. Gli ultimi km li ho persorsi ai 30 km all'ora perchè non ce la facevo più. Sono arrivato a casa alle 23:00 con un febbrone da cavallo e grossi disturbi intestinali. Oggi sto meglio e domani devo andare in ufficio per forza.
Nei giorni seguenti il report particolareggiato.
Grazie per il sostegno!
GENTE IN MOTO ha compiuto una vera impresa. Siate fieri del vostro forum.
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"CONSERVATORI della TRADIZIONE" è un Blog che nasce per coloro che vogliono distinguersi da una pseudodestra che fa proprie le istanze della sinistra in quanto succube dell'egemonia culturale instaurata nei decenni passati. In realtà una pseudocultura con l'elettroencefalogramma piatto che non distingue le diverse valenze che assumono i termini nei diversi contesti, o, direttamente, accomunano in un'unica categoria, sotto un unico termine, persone, cose, avvenimenti, facendo delle assurde battaglie che assumono in realtà i toni di vere e proprie commedie degli equivoci. Ciò sarebbe ed è comico, ma è anche pericoloso per la cultura della nostra società.
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